martedì 26 aprile 2011

Bravi tutti

Si è concluso il Campionato Invernale J24 di Santa Margherita.
Un po’ di malinconia ci attanaglia; un altro anno è passato, il Tigullio ci ha accolto come sempre con la sua natura meravigliosa, il Caffè del Porto resterà là per un altro anno e Luciano del B&B “I Maggiolini” ancora stupirà i suoi ospiti con il suo paradiso di serenità. Il mitico Luigi, traghettatore abruzzese, il Caronte che ogni week-end accoglie le nostre anime dalla banchina del passeggio portandoci a bordo del nostro j24, dispenserà i suoi servigi ai clienti di un estate intera. Noi, reduci da un sesto posto nella penultima regata e da un ottavo nell’ultima, lasciamo di gran carriera il porto di Santa, diretti alla base di Genova aeroporto. Si fa tardi, ma il tempo è magnifico e ci godiamo uno splendido trasferimento con tanto di tramonto infuocato e arrivo in notturna. Fa ancora freschetto di sera e il ronzio del motore ci accompagna per tutta la traversata. Quattro ore e 30 minuti di relax, con Marzia, Marco e Davide compagni di viaggio. Alex ci pensa sicuramente in quel di Phuket, durante il suo viaggio felice in Thailandia. Deborah l’abbiamo lasciata a Santa, per assistere alla premiazione e per riportar indietro l’auto ad Aeroporto.
Sono le 22,30 siamo in banchina; poi un boccone da Matteo e un rientro tranquillo che ci riporta a Torino verso l’una e trenta nella notte.
Flashbacks riemergono dar mare un po’ agitato di questo campionato vissuto in sordina: belle partenze, sempre là davanti e agguerriti; belli i primi lati di bolina, quando ancora la speranza di rimanere agganciati ai più veloci ti soffia sul collo; tristissimi gli arrivi in coda, lottando per la penultima piazza; grandissima la compagnia di questo equipaggio, sostenuto dall’allegria di un Alex sempre a mille.
L’esperienza cresce, l’amicizia prende vigore, la voglia di stare insieme è già nostalgia di regatare ancora.





mercoledì 30 marzo 2011

Dura l'avventura !!!

Questo campionato è durissimo!!!
E’ palese che abbiamo l’attrezzatura velica meno rinnovata, per usare un eufemismo, e stare al passo è veramente difficile.
Ma abbiamo migliorato altri aspetti, come le partenze entusiasmanti e le manovre che riescono quasi sempre bene.
Adesso poi, grazie a Gianmaria Pantella di Bel Colpo, abbiamo in prestito un gioco di vele usate migliori delle nostre: una splendida randa North Sail e un genoa in mylar non troppo sformato.
E’ incredibile come è cambiata la conduzione della barca con queste vele…un altro mondo.
Queste magnificenze non ci esimono dall’arrivare nelle retrovie, ma il gap si è senz’altro ridotto.
Sabato io e Alex ci siamo anche immersi per fare carena in un acqua gelida. Ci voleva.
Poi relax e messa a punto della tensione sartie.

Ma ora un po’ di cronaca:
Domenica 27 marzo il tempo è grigio e freschino, ma niente vento.
Intelligenza a terra, focacce, cappuccini, caffè e quant’altro. Si tira avanti per tutta la mattinata.
Poi alle 13.00 puntuale come un orologio svizzero si alza un po’ di venticello…scirocchetto direi.
Ultimi bocconi e via, siamo già in ritardo.
Dobbiamo provare almeno qualche minuto il gioco di vele nuovo, ma non ci sarà molto tempo.
Via il motore e mancano già cinque minuti all’inizio delle procedure.
Ok siamo pronti, entriamo nel prepartenza; ai 4 minuti issiamo il genoa; sembra che il vento rinforzi e ci chiediamo se val la pena di tentare il fiocco, ma il nuovo gioco di vele ha un comportamento del tutto diverso con vento fresco e teniamo il genoa. Ci saranno tra i 12 e i 15 nodi, da SSE.
La partenza è entusiasmante, nel centro della linea, la barca accelera subito e sembriamo tenere il passo dei più veloci; ciò avviene grosso modo fino a tre quarti della prima bolina; poi l’aria cala e per magia gli altri ci sfilano, ma davanti sono solo in 5 stavolta.
La poppa scorre via veloce con qualche bella planata e buone strambate.
Ammainiamo non perfetti (e quando mai…?) e torniamo su. Seconda bolina con sensazioni meno buone. Manteniamo il sesto posto con X5 che arriva dietro di una buona decina di minuti.

Veloci tutte le barche arrivano al traguardo e siamo pronti per il secondo round.
Partenza ottima, anche se meno bella della prima. Seguiamo Bel Colpo, che sceglie il centro del campo. Ci precedono di una cinquantina di metri, mentre Finalmente è sopravvento e gareggiamo in velocità. A vederle di bolina queste barche sono più stabili di noi sull’onda e più piatte.
Il vento cala nuovamente e fatichiamo di più questa volta. I più veloci avevano scelto il bordo mure a sinistra parallelo alla costa. Vengono ripagati e passano davanti. Anche Bel Colpo arriverà solo terza dopo Tally-ho e Just a Joke. Noi buoni ultimi, ma in fin dei conti non distantissimi.
Entusiasmante la boa di poppa, dove entriamo con lo spi mure a sinistra senza tangone, ma ingaggiati all’interno entro le tre lunghezze con ben due J80 sottovento, che ci danno precedenza e che poi in bolina non riusciranno a staccarci (mistero della fede….).

La classifica langue, ma il grande vantaggio è che stiamo facendo passi sulle regolazioni.
E’ ora di studiare l’albero, la lunghezza dello strallo, la posizione del piede e la pre-flessione.
Sono sicuro che le vele possono essere più potenti e che possiamo colmare il gap che ci separa dagli altri (sempre ammesso che il timoniere non sia proprio “farlocco”…)

In generale un campionato da “peones” ma anche questo fa parte del gioco e della crescita.
Il j24 rimane “adorabile” e la compagnia meravigliosa.
Appuntamento per una serie di rilievi e valutazioni nel week-end del 02-03 aprile.
Poi di nuovo sugli scudi il 9 e 10 aprile.

Chiuderei con un urlo: “ALEX LA DRIZZA”. Buon vento a tutti, Max.




mercoledì 2 marzo 2011

Riassumendo: poco vento da tutte le direzioni

Eccoci anche quest’anno a Santa Margherita per il campionato invernale nella splendida cornice del Tigullio, che ogni anno ci affascina sempre più.
Il sabato 26 ci accoglie una giornata splendida, con sole, mare piatto e un venticello che spira da Portofino sostenendo le nostre manovre. Si susseguono virate e strambate. Tutto ok, condizioni fantastiche. Montiamo i nuovi bozzelli carbo 40 e 57 per le scotte genoa e fiocco e puliamo la carena con il nuovo attrezzo “handmade” di Assunta, che pare rivelarsi molto utile..
In acqua quasi nessuno. Incontriamo una barca avversaria, X5, che sfoggia vele nuove e sembra velocissima. La cosa preoccupa un pochino, perché lo scorso anno faceva con noi parte del gruppetto degli “inseguitori”.

Poi la magia del misto mare del Caffè del Porto prende il sopravvento insieme a un bicchiere di ottimo Nostralino. Raggiungiamo in tardo pomeriggio il mitico Luciano, protagonista dei nostri soggiorni a Camogli, con il suo B&B “I maggiolini”. Alex deve capire come sia stato possibile ristrutturare in un posto così impervio…non si dà pace. Cena in trattoria, ottima, poi a nanna. Si può dire: ci voleva!

Lo sapevamo che la domenica ci avrebbe riservato pioggia e grigiore, ma il risveglio in queste condizioni è davvero pigro! Scendiamo a Santa, armiamo Landfall e usciamo. La regata è prevista per le 11.00 ma il vento è assente, anche se è smesso di piovere e a tratti compare il sole.
Alla spicciolata escono un po’ tutti, una decina di J24, alcuni J80 ma mancano gli Etchells che arriveranno in numero di quattro da Rapallo solo dopo mezzogiorno.

Sale un po’ di arietta da sud, il campo è sistemato, si comincia.

Landfall: randa piena e genoa – armato spi più pesante
Equipaggio: 1-Alex; 2-Monic; 3-Marzia; 4-David; 5-Max

Partenza:
era da più di due ore che ci aggiravamo nel pre-partenza; ai 4 minuti tiriamo su il genoa mure a sx facciamo un loop e mezzo, poi rallentiamo e ci infiliamo nello schieramento senza problemi. Abbiamo sottovento “Just a Joke” (verdi) e sopravvento “Ciobanga”. Partiamo nella metà di sinistra della linea, verso la boa e teniamo subito un bordo mure a dritta. “Bel colpo” parte verso gli scogli e terrà subito un bordo mure a sinistra da quel lato.
Nel complesso partenza buona, liberi da rifiuti senza coperture sopravvento, barca che accelera subito.

Prima bolina:
Subito dopo la partenza scegliamo di stare al centro del campo proseguendo mure a dritta; appena liberi viriamo per seguire Bel Colpo che sta sulla destra del campo; vediamo però un certo rallentamento di Bel colpo e ri-viriamo seguendo il gruppo che sta sul centro/sinistra del campo.
La sensazione è buona, la barca va, non come le altre, ma va; poi di nuovo mure a sinistra…ma verso i tre quarti della bolina Eolo va in vacanza e ci lascia a ciondolare. Poi il vento gira, vien giù da Portofino, poi più niente. Fatichiamo e arriviamo in boa “merdesimi”. C’è tutto il tempo per alzare lo spi già sul disimpegno.

Prima poppa

Andiamo su verso il centro del campo poi cade ancora il vento, gira NNE, ci allarghiamo mure a dritta verso la costa, poi gira a N e dobbiamo togliere lo spi. Tutto sommato non va male e superiamo X5 e Ciobanga che restano inchiodati sul centro. Poi tocca a noi la bonaccia e con due bordi “piatti” arriviamo in boa dietro a Ciobanga, che nel frattempo si è ripreso, e davanti a X5.

Seconda bolina

In realtà è una poppa con pochissimo vento al lasco. In boa ri-issiamo lo spi, che regge gonfio fino a ¾ del lato. Poi il vento gira di nuovo da SSW e ammainiamo, issando il fiocco. Durante il lato recuperiamo moltissimo, tanto da arrivare a 30m da Tally-Ho e Ciobanga. Poi il cambio vele ci penalizza e loro prendono un refolo lasciandoci su posto. Fatichiamo ma arriviamo in boa.
Poi di nuovo spi sul disimpegno e via per la seconda poppa.

Seconda poppa

Siamo penultimi. Tutta la flotta va sul lato verso Rapallo. Si decide: “bordo matto”. Sparigliamo, strambiamo in boa e andiamo verso costa. X5 ultimo ci segue a distanza, ma rimane sul centro.
Fasi alterne, qualche refolo, spi che penzola, poi qualcosa di più, che ci spinge avanti. Qui la magia di due belle strambate, fatte per seguire il vento ballerino, ma fatte in modo perfetto, con lo spi che rimane gonfio, decretano che ci possiamo tenere la penultima posizione. X5 risale, ma non ce la farà a superarci. Tagliamo al centro la linea: è finita.

Un “simpatico” chiede via VHF al comitato se per oggi sono previste altre regate. Segue coro di insulti…Torniamo in porto stanchi, soprattutto psicologicamente. Le altre barche sono velocissime. Hanno tutti vele da urlo, piattissime e nuovissime. La certezza che con le nostre vele dovremo restare nelle retrovie si fa evidente. E quanto ci costa dover attendere tempi migliori! Ma la pazienza sarà ricompensata, e chissà mai che qualche chance ci venga comunque concessa.

Molto interessante rimane il confronto con barche uguali.
Sicuramente errori tattici non ne abbiamo fatti.
Magnifico il nostro equipaggio sempre attento e flessibile a ogni mutamento.
Un pensiero ci solletica: ma se con vele nuove andiamo anche noi come tutti questi, che bel risultato potremmo fare al Campionato invernale del Ponente?

Con questo bell’auspicio, che stempera un poco l’amarezza, si conclude questo primo week end a Santa.
Personalmente queste acque e quest’atmosfera mi ricordano sempre la prima volta che con Marzia uscimmo da soli col J, nell’aprile del 2009. Quante cose ho compreso quel giorno!

Buon vento a tutti.
Appuntamento al 12 e 13 marzo per un nuovo weekend di regate.



martedì 15 febbraio 2011

The end

Landfall è adesso ormeggiata alla base Sailactivity di Genova Aeroporto.
Con il WE del 12 e 13 febbraio è terminato il Campionato Invernale del Ponente 2010-2011, il secondo a cui abbiamo partecipato con Landfall.
Un po’ di nostalgia ci attanaglia; si sa, un altro anno è passato, appuntamenti con le regate che sembravano lontanissimi, ventone e giornate terse e scintillanti, nevicate e cene in compagnia, virate e strambate, freddo intenso e acqua, acqua, acqua da tutti i lati.
Però che spettacolo! Che natura magnifica! Che spirito di avventura e agonismo!
La grandezza di questo sport è che quando scendi non vedi l’ora di ripartire; il tempo trascorso appare subito un niente in confronto a quello che ancora abbiamo davanti, per crescere, imparare, provare ad esser sempre più forti e concentrati sulle sensazioni, sulle emozioni, sul senso del nostro andar per mare.
Sembrano parole troppo importanti dette da chi (per ora) non si allontana che di qualche miglio.
Ma la distanza è un percorso e l’immensità del mare ce l’hai dentro il cuore.
Quindi continuiamo a sognare e a impegnarci ogni momento per trasformare i nostri sogni in realtà; continuiamo a lasciare una scia, senza indugiare mai guardando indietro; continuiamo a ritrovarci nei momenti conviviali oppure soli in autostrada, navigando le vie del quotidiano.
……………………………………………………….
Ma soprattutto……..CONTINUIAMO A VINCERE!!!!!!!

venerdì 4 febbraio 2011

Va in scena Sua Maesta l’Inverno

Che di Campionato Invernale si tratti, questa volta non ci sono stati dubbi.
Sabato 29 gennaio ore 8,15 in banchina ci accoglie un tempo da lupi.
Vento dai quadranti settentrionali con intensità crescente, freddo, cielo coperto, per fortuna per il momento niente pioggia e niente neve.
Belli carichi armiamo il J e usciamo tra i primi alle 9,45.
Il vento rinforza, ma il comitato posiziona una bella linea di partenza, particolarmente lunga, come sempre verso Celle, dove l’orografia della costa accentua ancor più la forza del vento.

Prima regata

Armo: randa con una mano e fiocco
Partenza:
la linea pare posizionata bene; decidiamo di partire tra la metà della linea e la boa per tentare una partenza lanciata e liberi dalle barche più grosse. Ci aggiriamo quindi furtivi intorno alla boa fino ai 4 minuti poi torniamo verso il centro e facciamo un primo loop. A un minuto e trenta ci dirigiamo al lasco mure sx verso il largo, a 30 secondi stringiamo, viriamo e ci lanciamo mure a dritta in velocità sulla linea, che passiamo veloci, tra i primi. Partenza direi perfetta, se non la migliore fatta fino ad ora.
Prima bolina:
il vento è forte e supera i 20 nodi, il mare si alza, non sono le condizioni ideali per Landfall…ma ce la caviamo. Seguiamo subito mure a dritta Outsider, che ci supera sotto vento per mettercisi davanti e tiriamo entrambi un bordo abbastanza lungo mure a dritta, andando a prendere ancor più vento verso Celle. Poi viriamo e ci riportiamo sul centro del campo; un paio di virate ancora e siamo in zona boa. Qui il vento cala, ma le raffiche sono disordinate e improvvise; non prendiamo la boa e ci tocca un “bordino “ mure a sinistra; iniziamo l’avventura con Charas, che lasciamo dietro in questo primo lato di bolina e a cui facciamo anche un involontario scherzetto in boa costringendolo a rallentare. Bilbo, il nostro avversario diretto è ben dietro…ma recupererà inaspettatamente.
Prima poppa:
niente spi, troppo vento; quelli che ci provano, poi ammainano…Si va a farfalla con il rischio sempre presente della strambata cinese…filiamo parecchio e il lato dura veramente poco.
In boa tutto ok, si riprende l’assetto per la seconda bolina.
Seconda bolina:
nulla di eclatante da segnalare; tiriamo un bordo più lungo sul lato destro del campo poi ci ri-accentriamo quando l’intensità cala; andiamo un po’ oltre a prenderci più vento verso celle e arriviamo in boa mure a sinistra. Qui ci procuriamo il “brivido” della giornata: andiamo a un incrocio con Padawan che risale la lay-line mure a dritta; noi siamo mure a sinistra, ma dopo un attimo di incertezza, capisco che siamo davanti e sfiliamo in anticipo di una decina di metri, virando subito sottovento; “no problem”, senonchè Padawan, complice la leggera depressione causata dal nostro passaggio, entra in una potente straorza con strapoggia, nella quale perde totalmente il controllo della barca e rischia di speronarci…qualche metro più indietro e sarebbe stato un bel botto…invece proseguiamo, mentre Padawan si ritrova con la prua verso Genova.
Null’altro di interessante; soliti duelli con Charas, che ritroviamo lì in boa, ma stavolta sono in difficoltà per aver mancato la boa di brutto e li infiliamo all’interno; ci ri-passeranno di lì a poco, sul disimpegno.
Seconda poppa:
velocissimi, un paio di strambate, volontarie e non, e siamo già alla fine.
Stacchetto e arrivo:
qui, incontriamo un “grosso avversario”, non so dire chi, ma almeno 45 piedi.
Tiene a fatica il bordo di bolina larga e noi gli stiamo leggermente sopravvento, quasi ingaggiati.
Memore dello “scherzetto” di Padawan, non tento di avvicinarmi, anzi rallento e gli poggio dietro per scongiurare una sua eventuale straorza. Questa manovra però mi fa scadere assai rispetto alla linea di partenza e diviene chiaro che mancheremo la boa, per via dello scarroccio importante che il vento così forte procura alla nostra barca leggera. Così giungiamo all’arrivo in boa, ma non la prendiamo, strambiamo e poi ri-viriamo completando la prova.
Bilbo è davanti in reale, sfuma l’intento di arrivare primi di classe.
Vedremo poi che Bilbo ha fatto una grande gara, giungendo sesto over-all, davanti anche ad Outsider. Finiamo secondi di classe e 14imi over all.

Seconda regata:
non ho più gran voglia di scrivere….
Riassumerei dicendo che il vento rinforza fino intorno ai 30 nodi con relativo mare “impervio”. Prendiamo anche la seconda mano.
La partenza non è stata buona, poiché, nel tentativo di ripetere l’exploit della prima, ero in ritardo e abbiamo faticato a prendere la boa, tanto che ho dovuto virare mure a sinistra e poi rivirare subito.
Con due mani la bolina è un’altra cosa, andiamo benone e guadagnamo subito rispetto a Bilbo.
Seguiamo il Moresino fin dove è possibile. Entrambe le boline direi molto buone, entrambe le poppe direi molto veloci, intorno ai 10 nodi.
Un immagine non dimenticheremo: Landfall in poppa a 9,7 nodi, con un Melges 32 in allenamento sotto gennaker e stay-sail che supera sopravvento ad almeno il doppio (o quasi) della nostra velocità!!!
Ci difendiamo bene, stacchetto perfetto e velocissimo e alla fine saremo davanti a Bilbo sia in reale che in compensato. Finiamo primi di classe e 13imi over all.

In classifica generale perdiamo un posto e siamo noni.
La cronaca potrebbe proseguire con un’ottima cena all’Acquasanta e con una copiosa nevicata notturna. La domenica il vento è rinforzato e il comitato, opportunamente indirizzato dalla Capitaneria di Savona, annulla le regate.
Grido di gioia, poi relax, brindisi e l’autostrada deserta fino a Torino.
Marzia ha male alla mano, così deviamo per il pronto soccorso del CTO: tendinite da sforzo fasciatura e antinfiammatori…un “regalino” di un week-end faticoso e freddo che ci ha visto comunque tener botta e mantenere la nostra posizione.
Come sempre bravi tutti, ragazzi.
Appuntamento a domenica 13 febbraio per l’ultima giornata di questo entusiasmante campionato su Landfall.

martedì 18 gennaio 2011

Campionato Invernale Santa Margherita Ligure

Anche quest’anno Landfall parteciperà al Campionato invernale di Santa Margherita Ligure.
Il campionato si disputa nelle acque antistanti il porto di Santa e prevede la partecipazione di 3 classi di monotipo: J24, J80 ed Etchells.
Lo scorso anno abbiamo ottenuto il 7° posto su 13 concorrenti.
Speriamo di fare ancor meglio nel 2011.
La particolarità e l’interesse di queste regate risiede nel fatto che si gareggia tra barche identiche, e soprattutto in uno specchio acqueo tra i più belli del mondo a livello paesaggistico.
Mitico il “misto mare” del Caffè del Porto e leggendaria l’ospitalità di Luciano del B&B “Maggiolini” a Camogli.
Come al solito si prevede il sabato di allenamento e la domenica di regata.
Le date sono le seguenti, seppur ancora non ufficializzate dal bando (possibile che il 3 aprile sia un errore):
27 Febbraio 2011
12-13 Marzo 2011
27 Marzo 2011
9-10 Aprile 2011

Fate il tifo per noi, mi raccomando.
Buon vento a tutti, Max.



Ma perchè non veniamo a vivere a Genova?

Ma perché non veniamo a vivere a Genova? Non c’è un motivo valido, solo banali scuse legate a futili e inconsistenti tematiche lavorative, abitudini sedimentate di indoeuropei stanziali che un giorno si dedicarono all’agricoltura, invece di continuare a viaggiare, seguendo il sole e il clima favorevole…Ciò per dire che il tempo atmosferico dello scorso week-end, con temperatura tra i 15 e i 20 gradi è stato davvero un anticipo di una primavera che speriamo brillante e ricca di nuovi risultati e di nuovi amici.
Purtroppo di vento pochino, tanto che dobbiamo rinunciare all’allenamento del sabato, accontentandoci di una fantastica seduta plenaria con crema abbronzante nel dehor del “Boma”.
Poi cena di pesce, di varia foggia, qualità e freschezza e a nanna presto.
Domenica con sole brillante e cielo blu. Ancora niente vento, ma la flotta fiduciosa esce dal porto con obiettivo il ciondolare al sole. Tutti o quasi a motore spento, scarrocciando lentamente qua e là…Qualche temerario, vedendo all’orizzonte zone turchesi e lievi increspature, si avventura più al largo, comunicando un 6 nodi di vento dai quadranti meridionali che pian piano si stende sul campo di regata, risvegliando un po’ tutti dal torpore.
E via, in quattro e quattr’otto la linea di partenza è già là.
In cuor nostro il mare piatto e il poco vento ci fanno sperare in un risultato probabile, che poi risulterà man mano possibile…poi reale.
Partenza:
al terzo tentativo la classe “regata” riesce a partire (mi veniva un “togliersi di mezzo…”) e ci lascia libero il campo. Tutta la flotta si ammassa dalle parte della barca giuria con l’intento di scivolare poi lentamente lungo la linea e partire dalle parti della boa. Noi restiamo fuori dall’allineamento fino ai due minuti, poi mure a sx entriamo sul campo a circa metà della linea, sfruttando un ampio spazio lasciato libero dagli avversari, strambiamo veloci e siamo lì, liberi da coperture, con Musa che ci sfila sotto vento e ci si mette davanti. Partiamo veloci, senza problemi, finalmente in pole position.
Bolina:
proseguiamo un poco mure a dritta perché lì sembra esserci un più di vento, poi un po’ costretti da un avversario che pasticcia, un po’ convinti da tutta la flotta dei “regata”, che tira lungo il bordo opposto, viriamo e andiamo a un incrocio molto “incoraggiante” con Outsider, che ci sfila appena davanti…siamo ben messi (nel contempo leggo telepaticamente i pensieri di Erni…).
Poi sul centro del campo riviriamo e andiamo a un nuovo incrocio con Outsider, che qui mostra di aver guadagnato qualcosa…ci sta.
Qui avviene ciò che penso sia la tattica che ci ha fatto perdere qualcosa. Dopo l’incrocio dovevamo seguire Outsider, invece tiriamo dritto, mure a dritta fin quasi a prendere la lay-line. Poi viriamo e raggiungiamo la lay-line di destra. Apparentemente le tattica è ok, perché incrociamo Musa e le siamo davanti; ma Outsider, a paragone, ha guadagnato tantissimo su tutto il gruppo di inseguitori.
Prendiamo le boe in scioltezza, a dir la verità leggermente alti, e issiamo lo spinnaker.
(morale, ovvero…dice il saggio: quando incroci Moresino e vedi che sei in buona posizione e libero da avversari…seguilo!!!!)
Poppa:
proseguiamo subito mure a dritta per un po’ e vediamo che il J riesce a tenere un angolo molto migliore di quello delle barche più grosse, che continuano più orzati, per riuscire a muoversi nel poco vento rimasto. Allora sparigliamo, strambiamo e ci portiamo sul centro del campo, fiduciosi di trovare poi verso terra un refolo più consistente che ci porti in boa mure a dritta. In effetti grosso modo così sarà, ma il vento cala parecchio e fatichiamo tutti ad arrivare. Il refolo in verità lo prendono le barche grosse, sul lato sinistro del campo, che ci precedono per una manciata di secondi sulla linea; anche Iaia arriva insieme a noi, sotto vento…ma noi siamo certi che saranno tutti dietro.

La regata finisce qui. Solo un giro per tutti.
Monitoriamo l’arrivo di Scirocco e la lontananza di Bilbo, i nostri avversari diretti di classe.
Questa volta non ci sono dubbi, siamo là davanti.
Accarezziamo nel silenzio la consapevolezza che la classifica ci darà una grossa soddisfazione, ma ci teniamo abbottonati, un po’ per effettiva ricerca di umiltà, che in quest’ambiente non è mai abbastanza, un po’ per scaramanzia.
In effetti così sarà: primi di classe e quinti assoluti, il miglior risultato di sempre.
Saliamo all’ottavo posto in classifica generale e il sesto e il settimo non sono così irraggiungibili.
Grande equipaggio, fantastico, bravi tutti.

Ancora una volta Landfall scivola via sull’onda quasi assente, comincio a sentirne l’anima, che corre libera sul Mare della Tranquillità…